Informazioni RICETTA 74
Grandi ravioli bolliti e ripiegati a mano, con agnello tritato al coltello e un aroma tipico del Tusheti.
I khinkali tusceti sono ravioli generosi ripieni di agnello, chiusi a sacchetto con pieghe e lessati. Le testimonianze locali descrivono carne tagliata al coltello e insaporita con kvliavi selvatico, talvolta tradotto come “santoreggia d’acqua”. Questa versione casalinga usa il carvi macinato come alternativa pratica quando la pianta selvatica non è reperibile; non è esattamente lo stesso aroma.
L’impasto compatto si prepara con farina, acqua e sale, senza uova né lievito. La spalla d’agnello viene tagliata a mano in piccoli pezzi, senza ridurla a una pasta liscia. Un po’ d’acqua fredda lega il ripieno e aiuta a mantenerlo succoso nel raviolo chiuso.
Preparate venti khinkali grandi e cuoceteli in due turni, così avranno spazio nella pentola. Raccogliete il bordo in pieghe ravvicinate e chiudete bene la punta. Cuoceteli finché la pasta è tenera e il ripieno d’agnello raggiunge una temperatura sicura; il fatto che salgano in superficie è solo un’indicazione dei tempi. Servite caldi, con un po’ di pepe nero se gradito.



