Pâté de Chartres con pernice, vitello, maiale e foie gras
Il Pâté de Chartres è un pâté in crosta a base di selvaggina, storicamente legato alla città di Chartres. Descrizioni più antiche citano uccelli migratori che oggi non è opportuno riprodurre in una ricetta domestica; trattazioni locali moderne usano invece selvaggina come pernice o fagiano e possono arricchire la farcia con foie gras, tartufo o spezie fini. Questa versione pratica impiega pernice già preparata commercialmente e non fornisce istruzioni di caccia, macellazione o lavorazione domestica della selvaggina.
Il ripieno non è una pasta di carne liscia e anonima. Pernice, vitello, maiale, fegato di pollame e lardo dorsale freddo vengono tritati fino a ottenere una farcia coesa ma ancora visibilmente grossolana, mentre un bastoncino separato di foie gras d’anatra viene collocato al centro. Cognac, vino bianco secco, scalogno, prezzemolo e spezie da pâté insaporiscono le carni durante una marinatura notturna in frigorifero. La farcia scolata deve rimanere sotto 4 °C durante tritatura e riempimento, così il grasso non si spalma e la catena del freddo resta integra.
Poiché la miscela contiene fegato di pollame e selvaggina da volatile, il punto di sicurezza è 74 °C al centro, anche se una farcia di solo maiale e vitello richiederebbe un minimo inferiore. La pasta può sembrare cotta prima che il ripieno sia sicuro, quindi è indispensabile un termometro a sonda. Dopo la cottura il pâté raffredda per un’ora, entra in frigorifero entro due ore e riposa al freddo per altre otto ore. È un pâté freddo da affettare, non un involucro di pasta sfoglia da servire caldo.


