La jota
La jota è uno degli esempi più chiari della cucina di confine di Trieste e del Friuli-Venezia Giulia. È una zuppa tradizionale di patate, fagioli e cavolo acido insaporita con carne di maiale e riflette l’incontro tra tradizioni alimentari italiane, asburgiche e slave della regione.
La zuppa è sostanziosa, non brodosa. I borlotti danno corpo, le patate si ammorbidiscono nel liquido e i crauti apportano l’acidità distintiva. Il risultato finale mantiene visibili fagioli, cubetti di patata, fili di cavolo e pezzi di maiale affumicato in un brodo denso color arancio-beige, senza trasformare tutto in una purea liscia.
I fagioli secchi meritano la pianificazione perché il loro liquido di cottura apporta profondità e amido. Si lasciano in ammollo tutta la notte e si sobbolliscono con il maiale affumicato finché sono quasi teneri prima di aggiungere le patate. Il sale si regola solo verso la fine perché sia i crauti sia la carne affumicata possono variare molto in sapidità.
I crauti vengono inizialmente cotti a parte. Questo permette di controllare l’acidità e impedisce al loro sale di rallentare l’ammorbidimento dei fagioli. Alla fine una parte dei fagioli e delle patate cotti viene schiacciata contro il lato della pentola, addensando naturalmente la zuppa senza roux di farina.
La jota è particolarmente buona dopo un breve riposo e spesso migliora ancora il giorno successivo. La zuppa deve risultare abbastanza densa da mantenere sospesi gli ingredienti, ma ancora sufficientemente fluida da poter essere servita facilmente con il mestolo.
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