Lo gnocco fritto
Lo gnocco fritto è un amato pane fritto dell’Emilia, particolarmente associato a Modena e Reggio Emilia. Appartiene alla famiglia degli impasti fritti preparati con farina e latticini o acqua, tradizionalmente cotti nello strutto e consumati con salumi e formaggi.
Nomi e formule cambiano nella regione: gnocco fritto, crescentina fritta, torta fritta e pani affini condividono parte della tecnica ma non sempre la composizione esatta. Questa ricetta usa un impasto modenese leggermente lievitato per ottenere cuscini visibilmente gonfi e cavi invece di crackers fritti densi.
L’impasto viene steso solo pochi millimetri. Questa geometria conta: troppo spesso e il centro resta panoso e pesante; troppo sottile e il pezzo diventa croccante prima di potersi gonfiare. Piccoli rombi o rettangoli entrano nel grasso caldo e devono gonfiarsi in pochi secondi mentre il vapore si espande tra le superfici.
Lo strutto è storicamente caratteristico e dona un aroma saporito distintivo, ma un olio neutro da frittura è un’alternativa pratica. In entrambi i casi il controllo della temperatura conta più del mezzo. Circa 175 °C forniscono calore sufficiente per gonfiare rapidamente senza annerire l’esterno prima che l’impasto sia cotto fino al centro.
Lo gnocco fritto non è completo come esperienza a tavola finché non arriva caldo. La presentazione tipica abbina i cuscini dorati a prosciutto stagionato e formaggio duro, perciò prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano sono inclusi come accompagnamento di servizio invece di essere incorporati nell’impasto.
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