I carciofi alla giudia
I carciofi alla giudia appartengono alla tradizione culinaria ebraica di Roma. Si preparano con carciofi romani interi puliti fino alle foglie chiare e tenere, aperti, conditi e fritti in abbondante olio d’oliva.
Il metodo è una frittura a due temperature. La prima fase, intorno a 150 °C, cuoce il cuore compatto senza bruciare le foglie; dopo scolatura e riposo, una seconda frittura più calda apre e rende croccanti gli strati esterni.
Alcune istruzioni tradizionali prevedono di spruzzare i carciofi con acqua o vino prima della seconda immersione. Poiché introdurre liquidi vicino a olio molto caldo crea un serio rischio di schizzi in cucina domestica, questa versione omette volutamente quel gesto e si affida all’apertura manuale delle foglie e a una seconda frittura asciutta e più calda.
Un’asciugatura accurata è quindi essenziale. L’acqua acidulata al limone protegge i carciofi puliti dall’ossidazione, ma ogni goccia deve essere eliminata prima dell’immersione nell’olio.
Il carciofo finito deve ricordare un fiore aperto color bronzo-oro: foglie esterne friabili, foglie interne tenere e commestibili e un cuore completamente morbido.


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