Il bunet
Il bunet, scritto anche bonèt, è uno dei classici dolci al cucchiaio del Piemonte. La forma moderna delle Langhe combina latte, uova, zucchero, cacao, amaretti e poco liquore sopra una base di caramello, creando un budino scuro più ricco e aromatico di un semplice crème caramel.
Gli amaretti non sono una semplice guarnizione. Sbriciolati nel composto, apportano aroma di mandorla, dolcezza e abbastanza parte secca da dare al dolce la sua consistenza caratteristica. Il risultato finale è un parallelepipedo scuro dalla superficie lucida, con amaretti interi disposti sopra dopo averlo sformato.
La scelta tecnica principale è il calore dolce. Il bunet cuoce a bagnomaria affinché l’esterno non si rassodi molto prima del centro. Acqua in ebollizione violenta o forno troppo caldo creano bolle e una struttura grossolana e spugnosa; la fetta ideale è compatta ma setosa.
Il caramello deve cuocere abbastanza da sviluppare una chiara nota agrodolce, senza arrivare al fumo. Viene versato per primo nello stampo e si indurisce prima di aggiungere il composto. Durante il raffreddamento torna a sciogliersi parzialmente e rende lucido il dolce sformato.
Un lungo raffreddamento fa parte della ricetta, non è solo un suggerimento di servizio. Sei ore, preferibilmente tutta la notte, permettono al budino di rassodarsi in modo pulito e ai sapori di amaretti e cacao di amalgamarsi. Il bunet va sformato solo quando è ben freddo.
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