Gli agnolotti del plin
Gli agnolotti del plin sono una pasta storica delle Alte Langhe. Il ripieno parte da maiale, coniglio e vitello cotti lentamente con verdure aromatiche ed erbe, poi tritati e uniti a scarola cotta, uovo e Parmigiano grattugiato.
Il nome deriva dal piccolo pizzicotto — il plin — usato per chiudere la pasta tra una porzione di ripieno e la successiva. La sfoglia deve essere molto sottile e lavorata rapidamente prima che il bordo esposto si asciughi, altrimenti la piega non aderisce bene.
La ricetta regionale dispone piccole porzioni di ripieno grandi come una nocciola a circa un centimetro di distanza, ripiega sopra il bordo della pasta, pizzica tra una porzione e l’altra e separa i fagottini con una rotella dentellata. Il risultato è decisamente più piccolo di molti ravioli da ristorante.
Dopo la formatura, i plin possono riposare al fresco prima di una brevissima bollitura di 3–4 minuti. Si possono servire semplicemente su un telo, con fondo d’arrosto o con altri condimenti sobri che lascino il ripieno protagonista.
Questa pagina sceglie il servizio ben consolidato con burro, salvia e formaggio grattugiato invece del fondo d’arrosto. Il burro viene fatto nocciola solo leggermente, così lucida la sfoglia sottile senza coprire il ripieno di carne.

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