Vlaška plašinta con pasta lievitata sottile, ripieno di formaggio e uovo e frittura a 175 °C
La Vlaška plašinta della Serbia orientale è più vicina a un pane ripieno fritto che a una crespella sottile. L’impasto contiene lievito, viene lasciato crescere e poi steso in porzioni che racchiudono formaggio e uovo. La forma può cambiare, ma per la cottura domestica conta soprattutto ottenere un fagotto piatto, ben sigillato e abbastanza sottile da cuocere al centro prima che la superficie diventi troppo scura.
L’impasto è morbido e moderatamente idratato. Dopo circa 15 minuti di lavorazione deve allungarsi senza strapparsi subito e non deve risultare rigido. La prima lievitazione di 60 minuti costruisce il volume; il successivo riposo dei pezzi già farciti, più breve, rilassa la pasta dopo la stesura e permette una lieve ripresa prima della frittura.
Il ripieno usa formaggio bianco stagionato pastorizzato e uovo intero pastorizzato. Deve essere denso e trattenuto lontano dal bordo. Una miscela troppo fluida rende difficile chiudere il fagotto e può fuoriuscire nell’olio, creando schizzi. Per questo la chiusura è un controllo tecnico: i lembi devono incontrarsi su una zona pulita di pasta e restare ben pizzicati.
La temperatura dell’olio collega crosta e centro. Con olio troppo freddo la superficie assorbe più grasso mentre l’interno resta pallido; con olio troppo caldo il colore arriva prima della cottura del cuore. Portare il bagno di frittura a 175 °C e cuocere soltanto due pezzi alla volta limita la caduta di temperatura e permette all’olio di recuperare tra una coppia e la successiva.
Una superficie dorata non basta. Nel fagotto più spesso la linea centrale dell’impasto non deve mostrare pasta cruda e il ripieno con uovo deve raggiungere 71,1 °C. Controllare un pezzo di prova è più affidabile che affidarsi soltanto alla durata di 6 minuti per coppia, perché spessore e recupero dell’olio possono variare leggermente.
Dopo la frittura servono 5 minuti di riposo e sgocciolatura. L’olio superficiale scende, il vapore più aggressivo esce e la crosta resta croccante. La plašinta è migliore servita calda poco dopo questo intervallo, quando il contrasto tra involucro fritto e centro morbido è ancora netto.