Popara serba con pane raffermo, kajmak e formaggio bianco in salamoia
La popara è un modo diretto di trasformare il pane raffermo in un piatto caldo e sostanzioso. In questa preparazione si usano acqua, kajmak e formaggio bianco in salamoia: il pane assorbe un liquido saporito, si ammorbidisce e diventa una massa cremosa senza perdere completamente la propria struttura.
Il pane del giorno prima è più adatto di quello appena sfornato. La mollica più asciutta assorbe il liquido in modo progressivo e permette di mescolare senza ottenere subito una pasta collosa. Pezzi da 2–3 cm danno una misura utile: abbastanza piccoli da idratarsi in pochi minuti, ma non così minuti da sparire.
Il kajmak viene diviso in due. Una parte si scioglie nell’acqua insieme al sale e forma il liquido di cottura; il resto viene aggiunto direttamente nelle porzioni. Il formaggio entra alla fine, quando il pane è già morbido, perché deve scaldarsi senza dissolversi del tutto.
La salinità è il punto che richiede più giudizio. Formaggio in salamoia e kajmak possono essere già molto sapidi; i 5 g di sale misurati rappresentano il massimo previsto e possono essere ridotti quando i latticini sono particolarmente salati.
La popara va servita subito. La massa deve scendere pesante dal cucchiaio ma non essere asciutta; con una lunga permanenza sul fuoco il pane continua ad assorbire acqua e la consistenza diventa compatta. Il breve tempo di cottura è quindi parte della ricetta, non soltanto una comodità.