Londoneri con confettura di albicocche e meringa alle noci
I Londoneri sono piccoli tranci stratificati in cui ogni parte deve restare riconoscibile: sotto c’è una base friabile e compatta, al centro una sottile nota fruttata e acidula, sopra una meringa alle noci più leggera di un ripieno di frutta secca. Il nome circola nella tradizione domestica dell’area ex jugoslava, ma non basta da solo a dimostrare un’origine londinese. In cucina conta soprattutto il rapporto tra frolla, confettura e copertura di albumi e noci.
La base non va trattata come una torta montata. Burro freddo, farina e lievito vengono ridotti in briciole, poi zucchero, tuorli e scorza di limone legano l’impasto. Lavorarlo poco mantiene corta la struttura; impastarlo a lungo svilupperebbe glutine e renderebbe la base più tenace. Il riposo di 30 minuti in frigorifero serve a rassodare il burro e a rendere più semplice ottenere uno spessore uniforme nella teglia.
La prima cottura a 175 °C è intenzionalmente breve. La superficie deve perdere l’aspetto crudo e il bordo deve appena iniziare a colorirsi, perché la base tornerà in forno con la copertura. Una doratura intensa in questa fase porta facilmente a un fondo asciutto dopo la seconda cottura. La confettura di albicocche viene quindi stesa sul fondo ancora caldo in uno strato sottile: offre acidità, umidità e una separazione netta dalla meringa.
La copertura nasce da albumi montati, zucchero aggiunto poco alla volta e noci finemente macinate. Lo zucchero deve sciogliersi nella schiuma abbastanza gradualmente da ottenere una massa lucida, capace di sostenere le noci senza smontarsi. I 60 g di noci tritate più grossolanamente restano invece in superficie e danno un contrasto più evidente. La seconda cottura, a 150 °C, deve asciugare e stabilizzare la meringa senza trasformarla in una crosta dura.
Il raffreddamento completa la struttura tanto quanto il forno. Da caldi, confettura e meringa sono ancora fragili e il taglio trascina gli strati; dopo 30 minuti su una griglia, la copertura si assesta e la confettura non cola più dal bordo inciso. Serviti a temperatura ambiente fresca, i Londoneri mostrano meglio la base friabile, il cuore fruttato e la parte alle noci.