Ljutenica con peperoni dolci arrostiti, peperoncini e pomodoro ridotto
La ljutenica appartiene alla famiglia balcanica delle salse e conserve di peperone, ma in questa preparazione si distingue per una presenza evidente di peperoncino e per una base di pomodoro consistente. Il metodo è costruito per il consumo refrigerato: i peperoni vengono arrostiti e scolati, il pomodoro viene ridotto a parte, poi tutto viene cotto insieme con olio, zucchero, sale, pepe, aglio e aceto di vino al 5%.
L’arrostimento ammorbidisce i 1500 g di peperoni dolci e i 250 g di peperoni piccanti e rende le bucce più facili da togliere. Durante questa fase, però, la polpa libera molta acqua. Per questo, dopo spellatura e rimozione dei semi, la polpa riposa in un colapasta per 60 minuti. Scolare bene evita di prolungare troppo la successiva riduzione e conserva meglio il gusto dei peperoni.
Il pomodoro viene concentrato prima che i peperoni entrino nella pentola. I 1000 g di pomodori maturi cuociono in una casseruola larga per circa 35 minuti, fino a diventare più densi e a lasciare per un attimo il segno del cucchiaio. Solo allora si uniscono i peperoni tritati, 100 ml di olio, 60 g di zucchero, 15 g di sale e 5 g di pepe nero.
Aglio e aceto arrivano alla fine. I 20 g di aglio tritato e 100 ml di aceto di vino al 5% cuociono solo 5 minuti a fuoco basso: abbastanza per togliere il carattere crudo all’aglio e distribuire l’acidità, senza trasformare il composto in una pasta eccessivamente asciutta. La ljutenica pronta deve essere coesa, densa ma ancora facilmente prelevabile con il cucchiaio.
La conservazione è parte integrante della ricetta. La massa calda viene divisa in contenitori bassi e puliti, raffreddata rapidamente e trasferita a 4 °C o meno entro 2 ore. Si usa entro 3–4 giorni in frigorifero oppure si congela in porzioni più piccole. Riempire contenitori caldi, chiudere un coperchio o percepire un gusto acido non rende questa procedura una conserva stabile a temperatura ambiente.