Kiflice sa sirom: mezzalune lievitate ripiene di formaggio bianco e sesamo
Le *kiflice sa sirom* sono piccoli lievitati salati a forma di mezzaluna, molto comuni nella cucina domestica serba. Il nome originale è utile perché identifica la forma e il contesto meglio di un semplice “cornetto salato”: non si tratta di un croissant laminato, ma di un impasto lievitato arricchito e morbido.
Questa versione utilizza latte intero, acqua, olio di girasole, uovo e lievito fresco. Non contiene strati di burro o margarina. La morbidezza dipende piuttosto dalla quantità di liquido, dal fatto di non irrigidire l'impasto con farina in eccesso e da due lievitazioni distinte.
Il latte e l'acqua devono essere tiepidi, tra 35 e 37 °C, abbastanza caldi da disperdere bene il lievito ma non tanto da danneggiarlo. Non superare 40 °C. Una parte della farina viene tenuta da parte e aggiunta soltanto se necessaria: l'obiettivo è un impasto elastico, liscio e ancora leggermente appiccicoso.
Dopo circa 60 minuti di prima lievitazione, la massa deve essere più o meno raddoppiata. Il tempo dell'orologio resta una guida; il segnale più importante è la crescita effettiva e un'impronta che torna lentamente. Un impasto non sufficientemente lievitato produce kiflice dense anche se tutti gli altri passaggi sono corretti.
Il ripieno unisce 300 g di formaggio bianco in salamoia e 50 g di uovo. Deve restare cremoso ma abbastanza sostenuto da mantenere una piccola montagnola sul cucchiaio. Un composto troppo liquido fuoriesce mentre gli spicchi vengono arrotolati e crea zone bruciate sulla teglia.
I tre panetti vengono stesi in cerchi e ciascun cerchio tagliato in otto spicchi, per un totale di 24 pezzi. La seconda lievitazione è breve, circa 15 minuti: le mezzalune devono apparire visibilmente più gonfie ma non sovralievitate. Tuorlo e sesamo completano la superficie prima della cottura a 200 °C.