Jagnjeća kapama: agnello brasato con cipollotti e spinaci
La jagnjeća kapama è un brasato d’agnello costruito attorno a carne, cipollotti e verdure a foglia. Le preparazioni della famiglia kapama cambiano da area ad area e possono usare altre erbe o ortaggi verdi; qui il profilo è fissato su spalla d’agnello disossata, cipollotti, paprica dolce e spinaci, con yogurt bianco servito freddo a parte.
La spalla è adatta alla cottura lunga perché contiene tessuto connettivo che ha bisogno di tempo per ammorbidirsi. I pezzi da 4–5 cm vengono appena infarinati: la farina favorisce una buona rosolatura e contribuisce a dare corpo al liquido, ma una copertura pesante renderebbe la salsa pastosa. Per questo l’eccesso va eliminato prima della padella.
La carne viene rosolata in più riprese e messa da parte; nello stesso fondo si ammorbidiscono i cipollotti fino a renderli lucidi, senza scurirli molto. La paprica si aggiunge solo per pochi istanti prima dell’acqua calda, perché il calore eccessivo la renderebbe amara. Quando il liquido torna a sobbollire, l’agnello rientra nella casseruola e la brasatura prosegue coperta a fuoco basso.
Il punto di sicurezza e il punto culinario non coincidono. Il pezzo più spesso deve raggiungere almeno 62,8 °C al centro, ma una spalla a quella temperatura può essere ancora tenace. La cottura continua quindi finché la forchetta entra con pochissima resistenza. In questo modo il termometro controlla la sicurezza e il tempo supplementare trasforma il collagene, dando la consistenza tipica di un brasato.
Gli spinaci vengono aggiunti solo negli ultimi 10 minuti, abbastanza per appassire e integrarsi nella salsa senza scomparire completamente. Lo yogurt resta freddo e viene distribuito in porzioni da 40 g al servizio: porta acidità e cremosità senza entrare nel liquido caldo e senza rischiare di separarsi durante la lunga cottura.