Cicvara di mais, latte e formaggio fresco
La cicvara è una preparazione di mais e latticini diffusa in Serbia e in altre tradizioni balcaniche, con molte varianti domestiche. Qui viene distinta con chiarezza dal belmuž: la farina di mais cuoce in una base di latte e acqua con una piccola quantità di strutto, e il formaggio fresco entra solo dopo che il cereale ha cominciato a ispessirsi.
La proporzione di liquido è sufficiente a cuocere 120 g di farina di mais senza trasformare la preparazione in una polenta fluida. Il latte porta rotondità, l’acqua limita l’eccesso di ricchezza e lo strutto aggiunge una nota sapida. Una volta raggiunta una bollitura regolare, la farina va aggiunta a pioggia e lavorata a fuoco basso.
Il passaggio decisivo arriva con il formaggio. Sbriciolato nel composto già addensato, deve sciogliersi senza separarsi bruscamente; la superficie diventa più lucida e compaiono piccole gocce di grasso ai bordi. A quel punto la cicvara è coesa ma ancora morbida abbastanza da essere servita a cucchiaiate.
Tre minuti di riposo fuori dal fuoco stabilizzano la consistenza senza farla indurire troppo. Va portata in tavola calda. Se avanza, in frigorifero si compatta: il riscaldamento a 74 °C può richiedere un cucchiaio di latte o acqua per restituire una tessitura più morbida.