La cotoletta alla milanese
La cotoletta tradizionale si distingue per alcuni elementi facilmente persi nelle versioni semplificate: costoletta di vitello con osso, spessore vicino a quello dell’osso, passaggio nell’uovo seguito da pangrattato grossolano e cottura nel burro chiarificato fuso.
La costoletta non va battuta fino a diventare sottilissima. Una leggera battitura uniforma la carne mantenendo abbastanza spessore per una crosta croccante e un centro succoso.
Nel metodo milanese non serve uno strato di farina. L’uovo sbattuto aderisce direttamente alla carne e il pangrattato grossolano viene premuto bene sulla superficie; l’osso resta abbastanza pulito da fungere da tradizionale impugnatura.
Il burro chiarificato sopporta meglio il calore prolungato della frittura perché i solidi del latte sono stati rimossi. La cotoletta deve sfrigolare in modo costante senza che il grasso scurisca eccessivamente.
Per la sicurezza alimentare domestica, questa versione aggiunge un controllo con termometro a lettura istantanea e un breve riposo. È una misura di sicurezza moderna, non un elemento del servizio storico milanese.



