Pašticada dalmata di agnello

Agnello brasato affettato

Cucina croata · Agnello brasato · Ricetta

Pašticada dalmata di agnello a cottura lenta con salsa agrodolce e gnocchi

Coscia di agnello marinata, rosolata e brasata lentamente con vino, radici, prugne e spezie, poi affettata in una salsa scura e servita con gnocchi.

  • Categoria: Piatto principale
  • Cucina: Croata
  • Metodo: Marinatura, rosolatura e brasatura
  • Difficoltà: Impegnativa
Porzioni
6 porzioni
Preparazione
45 min
Cottura
2 h 45 min
Riposo
12 h
Totale
15 h 30 min
Per porzione
≈ 815 kcal
Piatto ovale con pašticada di agnello affettata, salsa scura, gnocchi e forchetta
Fette di agnello brasato nella salsa passata, accompagnate da gnocchi di patate.

Contesto, gusto e tecnica

La pašticada è associata soprattutto a grandi tagli di manzo brasati a lungo in una salsa agrodolce e serviti con gnocchi. Questa versione utilizza la coscia di agnello e conserva la logica tecnica del piatto: marinatura prolungata, rosolatura accurata, cottura lenta con verdure e vino, quindi passaggio della salsa fino a una consistenza liscia. Non si presenta come sostituto identico del manzo. L’agnello ha fibre più fini, grasso aromatico e un tempo di cottura diverso; richiede quindi una marinata equilibrata e una salsa che non diventi eccessivamente dolce. Le prugne secche e una piccola quantità di miele arrotondano l’acidità, mentre aceto e vino mantengono il fondo vivo.

La carne riposa fuori dal fondo; la salsa si corregge da sola. Solo dopo le fette tornano nel tegame per riscaldarsi.

La carne viene preparata come un pezzo unico, rifilato del grasso più duro ma non completamente sgrassato. Piccole incisioni possono accogliere listelli di pancetta e aglio, che portano sapore all’interno e aiutano la fetta a restare succosa. La marinata è fredda e copre buona parte del pezzo: vino rosso, aceto, cipolla, carota, sedano, alloro, rosmarino e spezie. Dodici ore in frigorifero sono sufficienti; tempi molto più lunghi possono rendere la superficie molle e dominata dall’aceto. Prima della rosolatura la carne deve essere asciugata con cura. La marinata viene filtrata e conservata, mentre le verdure vengono scolate separatamente, così l’olio caldo non schizza e la superficie dell’agnello prende colore.

La rosolatura non serve a sigillare i succhi, ma a sviluppare aromi tostati che passeranno nella salsa. Ogni lato rimane a contatto con la casseruola finché si forma una crosta bruna. Le verdure della marinata e quelle fresche cuociono nello stesso fondo, seguite da concentrato di pomodoro, liquido filtrato e brodo. La carne deve essere immersa per circa metà, non sommersa. Una cottura dolce in forno mantiene il calore più uniforme del fornello e riduce il rischio che il fondo attacchi. Il pezzo viene girato due volte e controllato dopo due ore: è pronto quando una forchetta entra facilmente e la temperatura interna si avvicina a 90–95 °C, necessaria per una consistenza tenera da brasato.

Dopo la cottura, l’agnello riposa fuori dalla salsa per almeno venti minuti. Affettarlo subito produrrebbe fette irregolari e perdita di liquidi. Il fondo viene sgrassato, privato delle erbe intere e frullato con prugne, miele e poca noce moscata. La consistenza corretta vela il dorso di un cucchiaio ma scorre ancora attorno agli gnocchi. Se è troppo densa, si allunga con brodo; se è troppo liquida, si riduce senza carne. Le fette tornano nella salsa soltanto per riscaldarsi. Gli gnocchi cuociono all’ultimo momento e vengono conditi con una parte del fondo. Il piatto finale mostra carne affettabile ma morbida, salsa scura senza pezzi grossi e un equilibrio misurato tra vino, radici, spezie e frutta.

La preparazione si presta bene a essere divisa su due giorni. Marinatura e brasatura possono avvenire il primo giorno; carne e salsa, raffreddate rapidamente, riposano insieme in frigorifero. Il giorno seguente il grasso solidificato si rimuove facilmente e il pezzo freddo si affetta con maggiore precisione. Le fette vengono poi scaldate lentamente nella salsa, mentre gli gnocchi cuociono espressi. Questa organizzazione non accorcia la tecnica, ma rende più controllabile il servizio di un piatto destinato spesso a una tavola numerosa.

Ingredienti

Per agnello e marinata

  • 1,2 kg di coscia di agnello disossataLegata in un pezzo uniforme.
  • 80 g di pancetta, tagliata a listelliPer steccare la carne.
  • 5 spicchi d’aglioTre a listelli e due tritati.
  • 750 ml di vino rosso seccoDiviso tra marinata e brasatura.
  • 120 ml di aceto di vino rossoPer la marinata.
  • 2 cipolle, affettatePer marinata e fondo.
  • 2 carote, affettatePer marinata e fondo.
  • 2 coste di sedano, affettatePer marinata e fondo.
  • 2 foglie di alloroRimosse prima di frullare.
  • 1 rametto di rosmarinoRimosso prima di frullare.
  • 4 chiodi di garofanoRacchiusi in una garza o filtro.
  • 1 cucchiaino di sale finoPer la carne prima della rosolatura.
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero macinatoPer la carne.

Per brasatura e servizio

  • 45 ml di olio extravergine di olivaPer la rosolatura.
  • 40 g di concentrato di pomodoroTostato con le verdure.
  • 400 ml di brodo di carne caldoDa aggiungere secondo necessità.
  • 150 g di prugne secche denocciolateMetà in cottura e metà nella salsa.
  • 20 g di mielePer regolare la componente agrodolce.
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata grattugiataAggiunta alla salsa passata.
  • 750 g di gnocchi di patateCotti appena prima del servizio.
  • 1 cucchiaino di sale finoPer l’acqua degli gnocchi.

Preparazione passo per passo

Marinatura

  1. Steccare e legare l’agnello

    Praticare piccole incisioni nella carne e inserirvi listelli di pancetta e tre spicchi d’aglio. Legare il pezzo con spago da cucina per ottenere uno spessore uniforme.

  2. Preparare la marinata

    Unire 500 ml di vino, aceto, metà di cipolle, carote e sedano, alloro, rosmarino e chiodi di garofano. Immergere l’agnello, coprire e marinare in frigorifero per 12 ore, girandolo una volta.

  3. Scolare e asciugare

    Togliere la carne dalla marinata e asciugarla molto bene. Filtrare il liquido e conservarlo; scolare le verdure e tenere separate le erbe intere.

Rosolatura e brasatura

  1. Rosolare la carne

    Scaldare l’olio in una casseruola adatta al forno. Salare e pepare l’agnello, quindi rosolarlo su tutti i lati per 10–12 minuti complessivi; trasferirlo su un piatto.

  2. Cuocere le verdure e il concentrato

    Nella stessa casseruola aggiungere le verdure scolate e quelle fresche rimaste. Cuocere per 8 minuti, unire l’aglio tritato e il concentrato e tostare per 1 minuto.

  3. Avviare la brasatura

    Versare la marinata filtrata e i 250 ml di vino rimasti, raschiando il fondo. Aggiungere 250 ml di brodo, metà delle prugne, alloro, rosmarino e chiodi, poi rimettere l’agnello.

  4. Cuocere lentamente in forno

    Coprire e cuocere a 160 °C per 2 ore e 15 minuti, girando la carne due volte. Scoprire e proseguire per 20–30 minuti, aggiungendo brodo se necessario, finché una forchetta entra facilmente e l’interno raggiunge circa 90–95 °C.

Salsa, gnocchi e servizio

  1. Far riposare e sgrassare

    Trasferire l’agnello su un tagliere e coprirlo leggermente per 20 minuti. Eliminare alloro, rosmarino e chiodi dal fondo e rimuovere il grasso in eccesso.

  2. Frullare e regolare la salsa

    Aggiungere le prugne rimaste, miele e noce moscata, quindi frullare fino a ottenere una salsa liscia. Ridurre o allungare con brodo finché vela il cucchiaio; assaggiare sale e acidità.

  3. Cuocere gli gnocchi

    Portare a bollore acqua salata e cuocere gli gnocchi finché salgono in superficie. Scolarli con un mestolo forato e condirli con qualche cucchiaio di salsa.

  4. Affettare e riscaldare

    Tagliare l’agnello contro fibra in fette di 8–10 mm. Sistemarle nella salsa e scaldarle dolcemente per 3–4 minuti, senza far bollire forte.

  5. Servire con gli gnocchi

    Disporre due o tre fette per persona, aggiungere gli gnocchi e distribuire la salsa attorno alla carne.

Servizio, conservazione e varianti

Servizio e abbinamenti

La pašticada si serve in piatti caldi con gli gnocchi raccolti su un lato e le fette ben visibili. Un rosso di buona acidità accompagna la salsa; contorni dolci o molto speziati non sono necessari.

Conservazione e riscaldamento

Carne e salsa si conservano insieme in frigorifero per 3 giorni e spesso migliorano dopo una notte. Si riscaldano lentamente fino a completo riscaldamento, aggiungendo poco brodo. Gli gnocchi si conservano separatamente per 1 giorno. La carne in salsa può essere congelata per 2 mesi.

Quattro varianti praticabili

  • Sostituire metà delle prugne con fichi secchi, riducendo il miele a 10 g.
  • Usare spalla di agnello disossata, mantenendo la cottura fino alla stessa tenerezza.
  • Preparare la salsa il giorno prima e affettare la carne fredda per porzioni più regolari.
  • Servire con purè di patate quando gli gnocchi non sono disponibili, mantenendo la salsa leggermente più fluida.

Tre osservazioni di cucina

  1. La carne deve essere completamente asciutta prima della rosolatura.
  2. Una temperatura interna da brasato, superiore a quella minima di sicurezza, rende il collagene tenero.
  3. La dolcezza si regola soltanto dopo aver frullato le verdure e le prugne.

Attrezzatura necessaria

  • Casseruola pesante con coperchio
  • Spago da cucina
  • Colino
  • Frullatore a immersione
  • Termometro da cucina
  • Pentola per gli gnocchi

Valori nutrizionali per porzione

Calorie
≈ 815 kcal
Carboidrati
≈ 78 g
Proteine
≈ 51 g
Grassi
≈ 31 g
Fibre
≈ 6 g
Sodio
≈ 920 mg

Porzione: 2–3 fette di agnello con 125 g di gnocchi. Allergeni principali: glutine negli gnocchi, solfiti del vino e possibile uovo negli gnocchi. I valori sono una stima approssimativa basata su riferimenti standard; il risultato reale varia secondo marche, rifilatura, assorbimento e dimensione delle porzioni.

Nota finale

Fette morbide ma integre, salsa scura e gnocchi capaci di raccoglierla.

La lunga marinatura prepara il sapore; la brasatura e il riposo costruiscono la consistenza. Separare carne e salsa nel momento giusto rende il servizio più preciso.

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