Il Madagascar, ufficialmente Repubblica del Madagascar, è la quarta isola più grande del mondo e si trova a circa 400 chilometri dalla costa sud-orientale dell'Africa, nell'Oceano Indiano. Il paese si estende per circa 587.000 chilometri quadrati e la sua popolazione ha raggiunto i 30,6 milioni di abitanti nel 2024. Antananarivo, la capitale, si sviluppa su un gruppo di colline negli altopiani centrali, circondata da risaie che nutrono la popolazione dell'isola da secoli. Ciò che rende il Madagascar davvero unico al mondo è il tempo. Circa 180 milioni di anni fa, la massa continentale si separò dall'Africa. Poi, circa 90 milioni di anni dopo, si separò dal subcontinente indiano. Questo lungo periodo di isolamento geologico ha dato origine a piante e animali che si sono evoluti in un isolamento quasi totale, motivo per cui oltre il novanta percento della fauna selvatica del Madagascar non si trova in nessun altro luogo. Gli scienziati lo classificano sia come un hotspot di biodiversità che come uno dei diciassette paesi megadiversi del pianeta.
Il paesaggio cambia rapidamente spostandosi sull'isola. Una ripida scarpata si estende lungo gran parte della costa orientale, catturando l'umidità proveniente dall'Oceano Indiano e alimentando fitte foreste pluviali di pianura. Addentrandosi nell'entroterra si raggiunge l'altopiano centrale, situato tra i 750 e i 1.500 metri sul livello del mare, dove risaie terrazzate si insinuano tra i pendii erbosi: questo è il cuore del territorio dei Merina, il gruppo etnico più numeroso del Madagascar. Proseguendo verso ovest, il paesaggio si fa progressivamente più arido: le foreste di latifoglie lasciano il posto agli strani boschetti spinosi del sud-ovest, dominati da baobab e Didiereaceae, piante simili a cactus. Lungo la costa occidentale, affacciata sul Canale del Mozambico, si estendono tratti di mangrovie costiere. L'isola ospita complessivamente sette distinti tipi di habitat terrestri e quasi 15.000 specie vegetali, la maggior parte delle quali endemiche. Una di queste piante, la pervinca rosa, ha dato al mondo la vinblastina e la vincristina, due farmaci chemioterapici ancora oggi utilizzati nella cura del cancro.
L'arrivo dei primi abitanti in Madagascar è stato sorprendentemente tardivo. Marinai austronesiani provenienti da quella che oggi è l'Indonesia attraversarono l'Oceano Indiano a bordo di canoe a bilanciere intorno alla metà del primo millennio d.C. Migranti di lingua bantu li seguirono intorno al IX secolo, attraversando il Canale del Mozambico. Insieme, questi gruppi e i loro discendenti formarono le oltre diciotto comunità etniche che condividono la lingua malgascia, una lingua dalle radici malesi-polinesiane, che conserva ancora tracce di influenze bantu, arabe e francesi. Il potere politico passò da un reame all'altro per secoli, finché i sovrani Merina unificarono gran parte dell'isola all'inizio del XIX secolo, dando vita al Regno del Madagascar. La Francia annesse il paese nel 1897, abolì la monarchia e mantenne il controllo coloniale fino all'indipendenza nel 1960. Da allora, il Madagascar ha attraversato quattro repubbliche, un governo di transizione sostenuto dai militari in seguito al colpo di stato del 2009 e un ritorno al governo eletto nel 2014.
Il Madagascar è oggi membro delle Nazioni Unite, dell'Unione Africana, della Comunità di Sviluppo dell'Africa Meridionale (SADC) e dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia. Il malgascio e il francese sono lingue ufficiali. Il cristianesimo è la religione maggioritaria, con una divisione approssimativa tra cattolici e protestanti, sebbene le credenze tradizionali incentrate sulla venerazione degli antenati rimangano profondamente radicate nella pratica quotidiana. L'economia si basa in gran parte sull'agricoltura, su un settore dell'ecoturismo in crescita e sulla piccola industria, ma lo sviluppo non ha tenuto il passo con i bisogni. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) riporta che oltre l'ottanta per cento della popolazione vive con meno di 2,15 dollari al giorno. L'insicurezza alimentare è una crisi persistente: i dati dell'IPC (International Population Commission) di fine 2024 mostravano circa 1,63 milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare, con livelli di crisi o peggiori, e si prevedeva che tale numero avrebbe superato 1,9 milioni entro l'inizio del 2025. La malnutrizione cronica colpisce quasi il quaranta per cento dei bambini.
Muoversi sull'isola rimane una vera sfida. Le strade asfaltate collegano Antananarivo alle città portuali come Toamasina e Mahajanga, ma molte strade rurali non sono asfaltate e vengono completamente spazzate via durante la stagione delle piogge, da novembre ad aprile. Il servizio ferroviario collega la capitale a poche città costiere, e piccoli aeroporti regionali colmano le lacune quando le inondazioni interrompono i trasporti terrestri. È in costruzione un'autostrada a pedaggio finanziata dall'Europa tra Antananarivo e Toamasina, che una volta completata potrebbe rimodellare i flussi commerciali. Tuttavia, l'elettricità affidabile e l'acqua potabile rimangono irraggiungibili per ampie zone rurali.
Ciò che tiene unita la cultura malgascia, al di là delle sue numerose etnie, è un insieme condiviso di valori e tradizioni. La fihavanana, un concetto di solidarietà e parentela reciproca, plasma le relazioni sociali. La valiha, una cetra a tubo di bambù, affonda le sue radici direttamente negli strumenti del Sud-est asiatico portati sull'isola dai primi coloni. Il lamba, un drappo di stoffa intrecciata drappeggiato sulle spalle, funge sia da indumento quotidiano che da simbolo cerimoniale. Il riso è l'alimento base di quasi ogni pasto, accompagnato da contorni come laoka, che possono includere carne di zebù, verdure a foglia verde o frutti di mare conditi con zenzero, aglio o cocco. I venditori ambulanti offrono samosa, banane fritte e succo di canna da zucchero appena spremuto. La birra Three Horses, prodotta sull'isola, è diventata quasi un simbolo nazionale.
Il Madagascar è regolarmente colpito dai cicloni, e i danni si aggravano nel tempo. Il ciclone Gafilo del 2004 rimane uno dei più letali mai registrati sull'isola. All'inizio del 2022, il ciclone Batsirai e la tempesta tropicale Ana si sono abbattuti sull'isola a poche settimane di distanza l'uno dall'altro, causando lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Nel marzo 2025, il ciclone Honde è passato vicino alla costa sud-occidentale, provocando tre morti e lo sfollamento di circa 22.000 persone. Queste tempeste si abbattono su un'isola già provata dalla deforestazione – il Madagascar ha perso circa il novanta percento della sua copertura forestale originaria – e da un clima che diventa sempre meno prevedibile di anno in anno.
Il Madagascar è un luogo plasmato da tempi profondi e da improvvisi sconvolgimenti in egual misura. Il suo isolamento ha creato ecosistemi unici al mondo. La sua popolazione, discendente da marinai che attraversarono l'oceano, ha costruito un'identità condivisa che abbraccia diciotto gruppi etnici e due continenti di origine. Le sue sfide – povertà, fame, degrado ambientale – sono gravi e persistenti. Ma l'isola continua ad adattarsi, come ha sempre fatto, al crocevia tra l'Oceano Indiano e il Canale del Mozambico.
Madagascar — Tutti i fatti
Il Madagascar è uno dei più grandi laboratori naturali del mondo: un'isola grande quanto un continente dove isolamento, evoluzione e storia umana hanno dato vita a una cultura e a una biodiversità che non si trovano in nessun altro luogo.
— Panoramica sulla nazione insulare| Area totale | 587.041 km² — la quarta isola più grande del mondo, dopo la Groenlandia, la Nuova Guinea e il Borneo. |
| Posizione | Oceano Indiano, al largo della costa sud-orientale dell'Africa, separato dal Mozambico dal Canale del Mozambico. |
| Punto più alto | Maromotro — 2.876 m (Massiccio Tsaratanana) |
| Costa | Oltre 4.800 km di costa con mangrovie, lagune, barriere coralline e baie riparate |
| Clima | Clima tropicale lungo la costa, temperato sugli altipiani, arido nel sud-ovest e foresta pluviale umida a est. |
| Fiumi | Betsiboka, Mangoky, Tsiribihina, Onilahy e altri che formano valli fertili e pianure alluvionali stagionali |
| Meraviglie naturali | Viale dei Baobab, Tsingy de Bemaraha, Massiccio dell'Isalo, Andringitra e Tsingy Rosso |
| Animali selvatici | Lemuri, fossa, camaleonti, tenrec, tartarughe radiate, gechi dalla coda a foglia e innumerevoli piante endemiche. |
| aree protette | I parchi nazionali e le riserve comprendono foreste pluviali, foreste secche, foreste spinose e habitat marini. |
Altopiano di Antananarivo
Il cuore elevato dell'isola, dove risaie a terrazze, colline vulcaniche, storici insediamenti Merina e la periferia urbana della capitale dominano il paesaggio.
Costa della foresta pluviale
Foreste umide, ripide scarpate, zone di coltivazione della vaniglia e porti come Toamasina caratterizzano questo lato lussureggiante dell'isola, soggetto a cicloni.
Foreste secche e Tsingy
La parte occidentale è nota per le formazioni carsiche calcaree, le foreste decidue aride e i paesaggi spettacolari come Tsingy de Bemaraha e il Viale dei Baobab.
Foreste spinose e terre semiaride
Il sud è la regione più arida del Madagascar, caratterizzata da una vegetazione spinosa unica, problemi di siccità e una forte cultura pastorale incentrata sull'allevamento di zebù.
Montagna d'ambra e Nosy Be
Altopiani vulcanici, una ricca biodiversità e isole paradisiache creano una regione che unisce foreste, spiagge e attrazioni turistiche.
Barriere coralline e acque costiere
Le acque che circondano l'isola favoriscono la pesca, la biodiversità marina, le migrazioni delle balene e ospitano alcuni dei migliori siti di immersione dell'Oceano Indiano.
| Principali esportazioni | Vaniglia: il Madagascar è uno dei principali produttori mondiali. |
| Agricoltura | Riso, vaniglia, chiodi di garofano, caffè, cacao, litchi, canna da zucchero, manioca e bovini zebù. |
| Estrazione mineraria | Nichel, cobalto, ilmenite, zaffiri, grafite e altre risorse minerarie |
| Tessili | Le zone di produzione e trasformazione di abbigliamento per l'esportazione sostengono l'occupazione urbana. |
| Turismo | Parchi nazionali, spiagge, turismo legato ai lemuri, eco-lodge e viaggi avventura sono le principali attrazioni |
| Infrastruttura | L'accesso stradale e la logistica rimangono problematici in molte aree rurali, soprattutto durante la stagione dei cicloni. |
| Energia | Il potenziale idroelettrico è significativo, ma l'elettrificazione rimane ancora disomogenea. |
| Sfide | Povertà, deforestazione, shock climatici e insicurezza alimentare continuano a plasmare lo sviluppo economico. |
La questione economica più rilevante del Madagascar è il contrasto tra l'immenso potenziale naturale e la realtà quotidiana della povertà rurale, delle carenze infrastrutturali e della vulnerabilità climatica, soprattutto in un paese dove i mezzi di sussistenza sono così strettamente legati all'agricoltura e alla terra.
— Panoramica su economia e sviluppo| identità etnica | Principalmente malgasci, con numerose comunità regionali plasmate dalla storia degli altipiani, delle zone costiere e delle isole. |
| Lingue | Il malgascio (lingua nazionale) e il francese (lingua ufficiale); sull'isola si parlano anche molti dialetti regionali. |
| Religione | Il cristianesimo, le credenze tradizionali e l'islam sono tutti presenti nella società malgascia. |
| Cibo | Il riso è l'ingrediente centrale, spesso servito con carne, pesce, verdure, cocco o zebù; tra i piatti più popolari si annoverano il ravitoto e la romazava. |
| Simboli tradizionali | Bovini zebu, la ravinala (palma del viaggiatore), case di legno intagliate e santuari degli antenati |
| Musica | I ritmi di chitarra salegy, hiragasy, salegy, kabosy e il pop isolano moderno sono molto amati |
| Animali selvatici | Lemuri, camaleonti, fossa, baobab e innumerevoli specie endemiche definiscono l'immagine globale del Madagascar. |
| Luoghi famosi | Viale dei Baobab, Nosy Be, Île Sainte-Marie, Isalo, Ranomafana e Tsingy de Bemaraha |

